“Un buon progetto non nasce dall'ambizione di lasciare un segno, il segno del designer, ma dalla volontà di instaurare uno scambio anche piccolo con l'ignoto personaggio che userà l'oggetto da noi progettato.”

Abbiamo parlato di designer e architetti famosi sia nel passato, sia oggi, ma c'è una “pietra miliare” del design che merita un articolo tutto per lui, specialmente per le sue opere che ogni giorno vediamo nelle case, nel cinema e nei negozi di arredamento, ma in particolar modo per averci ispirato nei nostri anni universitari e per continuare a farlo instancabilmente: Achille Castiglioni.
Nasce a Milano nel 1918 e viene influenzato fin dalla giovane età dal padre scultore nell'avere un approccio “plastico” al design. Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1944 e si fa notare immediatamente come membro del comitato di ordinamento e allestimento della VII Triennale di Milano nel 1948, tornando più volte anche negli anni successivi. Nel 1956 è socio fondatore dell'ADI-Associazione per il Disegno Industriale (di cui Ndesign è socio oggi!) e ne diventa membro direttivo nel 1963. Parallelamente Achille inizia la propria attività di docente presso il Politecnico di Torino come professore di progettazione artistica per l'industria, composizione architettonica e architettura di interni.

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In tutto ciò, prima ancora di laurearsi, avvia il proprio studio professionale con il fratello maggiore Pier Giacomo, fino alla prematura scomparsa di quest’ultimo, avvenuta nel 1968. I due fratelli firmano l'ampliamento di una scuola elementare a Lierna (1938), la villa F ad Abbadia Lariana (1943) e il primo progetto di design di cui si abbia traccia, ossia la maniglia in alluminio Pomolo (1945), presentata alla mostra sull’arredo popolare organizzata dalla RIMA nel 1946 insieme al set per una camera d’albergo Camillo, in cui vengono esplorate le potenzialità del compensato piegato a vapore.

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Gli anni Quaranta sono per i fratelli Castiglioni un periodo di sperimentazione continua di tecniche, forme e materiali, portandoli ad esplorare anche il tema della luce: progettano Tubino (1949), la prima di una lunga serie fortunata di lampade da loro disegnate e commercializzate. Negli Stati Uniti, la General Electric aveva appena sviluppato un piccolo tubo fluorescente da 6 Watt, che offriva ai consumatori la possibilità di risparmiare. Quando viene introdotto in Italia, quel tubo fluorescente diviene una sfida per i Castiglioni: vogliono creare un prodotto utilitario efficiente dal punto di vista economico, minimalista e spogliato di tutte le decorazioni superflue. Creano così una linea geometrica netta e decisa, ma delicata nella forma.

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Bramante
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Negli anni Cinquanta, l’attività dello studio si concentra su due temi principali: da un lato l'architettura, dall'altro il design. Il Padiglione della Permanente (1952-1953) e la Chiesa di San Gabriele Arcangelo in Mater Dei (1956) sono successi architettonici fondamentali per la loro attività, ma non mancano i progetti di arredo, specialmente si appassionano al re-design di oggetti della tradizione, portandoli alla produzione di Leonardo e Bramante (1950) per Zanotta. Si tratta di due tavoli che reinterpretano la figura del cavalletto.

L'ispirazione li porta a produrre anche le celebri Mezzadro (1957), che recupera il sedile di un trattore d’inizio Novecento, e Sella (1957), la seduta che i Castiglioni vogliono scomoda perché immaginata come sgabello da telefono che invogli l’utilizzatore a ridurre al minimo il tempo trascorso al telefono. Ancora oggi pezzi di design di successo!

Il nome dei Castiglioni diventa sempre più richiesto, specialmente nel settore della progettazione d'interni e dell'allestimento fieristico, degni di nota sono sicuramente la sezione sull'Industrial Design alla X Triennale di Milano (1954), illuminata da giganteschi dischi sospesi che sembrano galleggiare nel vuoto e la birreria Splügen Braü (1960), che inaugura il decennio successivo e che si configura come un vagone ristorante, in cui si esibiscono tecnologie e oggetti realizzati ad hoc.

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Non mancano le creazioni nel settore illuminotecnico, con opere diventate icone assolute nel mondo del design e studiate ancora oggi nel dettaglio durante i corsi universitari. Ne sono esempio la lampada da tavolo a luce riflessa Taccia (1962) che oggi vediamo più o meno in ogni film o serie tv americana; oppure la lampada da terra Luminator (1955) che con il suo minimalismo e la sua facilità di assemblaggio ha vinto il Compasso D'Oro; o ancora la lampada Arco (1962) a cui abbiamo già dedicato un intero articolo.

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La scomparsa di Pier Giacomo segna una tragica soglia nella carriera di Achille, che da qui in poi lavora nel segno della continuità e della riproducibilità degli ambienti, sempre più verso il settore dell’industrial design: progetta ripetutamente l’allestimento dello showroom Flos in corso Europa e inventa una nuova tipologia di lampada con Parentesi (1971), di cui disegna anche il packaging e per cui vince il Compasso D'Oro nel 1979. Parentesi è formata da un cavo d’acciaio, un contrappeso cilindrico rivestito in gomma, un tenditore da barca a vela fissato al basamento, un disco circolare con gancio da inserire nel soffitto della stanza, il portalampada in gomma con un giunto rotante, la lampadina-spot a vista e quindi un sostegno per il portalampade consistente in tubino laccato sagomato a forma di “parentesi”. Il cavo teso dal contrappeso e passante all’interno del tubino crea un attrito in grado di bloccare il tubino, il portalampade e la lampadina in una qualsiasi posizione lungo il cavo.

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Negli anni Ottanta prosegue la sua progettazione di allestimenti di rilievo, partendo da quelli per la Triennale di Milano, fino all'esposizione della collezione Zanotta al “Forum Design” di Linz e non mancano i premi per le sue opere di industrial design, oltre all'esposizione dei suoi prodotti nelle collezioni dei più importanti musei. Inoltre, libero docente dal 1969, dal 1981 al 1993 è titolare della cattedra di Arredamento e Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Achille Castiglioni ci lascia nel 2002, ma rimane ogni giorno nel cuore di ogni designer e nelle case più belle del mondo.