Philippe Starck

Philippe Starck

Non giudico i risultati del mio lavoro, giudico l’impegno, e quello per me è totale.”

Philippe Starck nasce il 18 Gennaio 1949 a Parigi ed è uno dei più famosi e richiesti designer europei, oltre che uno stimato architetto. Suo padre, un inventore e ingegnere aeronautico, ha coltivato nel giovane Starck il desiderio di creare e la capacità di sognare, portandolo a fondare una società di strutture gonfiabili nel 1969, mentre stava ancora studiando al Notre Dame of Saint Croix. Poco dopo, Pierre Cardin gli offre l’incarico di direttore artistico della sua casa editrice, ma è il design del prodotto a coronarlo al vero e proprio successo, sarà infatti il primo star-designer nella storia.

Lighting design

È nel 1978 che, dopo diversi prototipi e tentativi, riesce a mettere in produzione la sua prima opera di design: il sistema luminoso Easy Light, ovvero una lampada da terra fluorescente abbinata ad un filo rosso che, inseriti in un tubo di poliuretano, creano una luce calda e morbida. Forse non è tra le sue lampade più famose, ma è la prima che abbia mai realizzato e anche oggi è apprezzata per la sua altissima qualità estetica.

Indubbiamente i pezzi più famosi di Starck sono quelli prodotti con Flos, azienda leader nel settore illuminazione: il primo tra questi risale al 1988, si tratta di Arà, una lampada da tavolo con una base circolare, un lungo fusto rigido e un corno sulla sommità che ospita la lampadina. È proprio questa parte superiore che si abbassa e si risolleva per poter accendere e poi spegnere la luce. Un prodotto originale, ultramoderno nelle forme e anche nell’uso dell’acciaio cromato.

La collaborazione tra Stack e l’azienda prosegue negli anni, toccando nuovamente un picco di successo nel 2005, quando il designer progetta la collezione Guns, ovvero una sedie di lampade che riproducono famosi modelli di armi da fuoco diffusi tra il 1900 e il 2000, appoggiate in verticale su un piatto circolare dove vi è incise la frase “happiness is a hot gun” (“la felicità è una pistola calda”), messaggio volutamente provocatorio e di denuncia sociale verso il mercato delle armi. La scelta dei materiali e delle finiture per queste lampade, prodotte con polimeri ad iniezione, vuole richiamare la ricchezza che gira attorno al mercato delle armi, scegliendo quindi l’oro opaco come colore principale. Oggi è una lampada che viene esposta nei musei come opera d’arte, ma ha anche vinto numerosi premi ed è presente negli allestimenti di molti film di quegli anni.

Architettura

Starck a venticinque anni parte per un viaggio in tutto il mondo e si stabilisce negli Stati Uniti per un paio di anni, quando poi ritorna a Parigi per un primo grande progetto di interni, ovvero un “hard” night club: la Main Blue (1976). In breve tempo seguono altri locali e ristoranti, fino al 1982, quando François Mitterrand, Presidente della Repubblica francese, lo chiama per ristrutturare i suoi appartamenti privati all’Eliseo. Quello che rende tanto famosi i progetti di Starck è il suo approccio etico allo spazio, lui analizza in profondità il significato di un luogo per le persone che lo vivono e lo vivranno, vuole che questi interni abbiano un vero legame con la vita umana.

Nel 1981, l’incontro con Jean- Louis Costes, permette a Starck di concepire, tre anni dopo, la ristrutturazione del famoso Café Costes, in Place des Innocents, nella prima circoscrizione di Parigi, oggi non più in attività. È per questo progetto che Starck progetta su misura anche l’arredo, specialmente la sedia Costes per l’azienda Driade. Ha una scocca in legno multistrato curvato che la rende avvolgente e un’imbottitura in poliuretano rivestita in pelle nera. Le gambe sono in tubolare d’acciaio e permettono una leggera inclinazione della seduta che è la ragione del suo successo, è infatti una sedia che ancora oggi è tra le più richieste da Driade.

Agli inizi degli anni Novanta, Starck ha già progettato diversi ristoranti e hotel, vedendo sempre più fama per il suo approccio progettuale. Nel 1993 disegna un padiglione circolare argentato per il Groninger Museum, ispirandosi ai vasi dell’Arte Applicata che vi sono esposti all’interno. La collezione di ceramiche orientali di fama internazionale è il punto focale su cui lavora il designer negli interni, andando a creare una sala rotonda che viene divisa da tendaggi serpeggianti e leggeri. Starck lavora molto con vetrine di effetto e luci sceniche che rendono perfettamente giustizia alle opere esposte. A terra e sulle pareti va a formare crepe artificiali nel cemento, richiamando il crackleware della porcellana.

Estremamente prolifico, si stima che nei suoi primi quarantanni di carriera Philippe Starck si sia impegnato in più di 10 mila progetti. Recentemente si è anche imbattuto in progetti di architetture su acqua, ovvero in yatch di lusso: il primo, Venus (2012) per Steve Jobs, e il più grande al mondo (per ora), A (2015) per il milionario russo Andrey Melnichenko. Quest’ultimo è lungo 142,8 metri con una stazza di 12.600 tonnellate, ha un albero maestro alto 100 metri e la sua forma atipica è diventata famosa in tutto il mondo. Starck disegna al suo interno una grande piscina e un osservatorio subacqueo sulla chiglia, con un vetro spesso di 30 cm di spessore, mentre la scelta di inserire vetri a prova di bomba e 40 telecamere a circuito chiuso ne garantisce la totale sicurezza.

Product design

Parallelamente alla sua carriera da architetto, Starck non smette mai di stupire con i suoi prodotti di design che nascono dalla moltitudine di collaborazioni con aziende del settore, oltre che per la sua impresa di produzione e distribuzione, la Starck Products, fondata nel 1980. Primo tra tutti, oggetto più rappresentativo dell’opera rivoluzionaria del designer francese, nonché prodotto più desiderato dagli amanti del design (anche noi di Ndesign ne abbiamo uno!), è indubbiamente lo spremiagrumi Juicy Salif (1990). Le gambe lunghe e snelle in alluminio pressofuso e le linee pulite conferiscono all’oggetto un aspetto che travalica il motivo per cui è stato creato, al punto di essere esposto al MoMA di New York al pari di un’opera d’arte.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, Starck si dedica con impegno al design delle sedie, soprattutto in collaborazione con Kartell. Nel 1998 viene presentata La Marie, la prima sedia trasparente moderna e premiata con il Compasso D’Oro, realizzata a partire da un monoblocco di policarbonato. È una sedia tradizionale: solida, basica, essenziale ma grazie alla trasparenza diventa una pietra miliare nella storia del design. Ben presto si va a formare una collezione intera di sedie trasparenti, tra cui Victoria, Eros, Bubble Club Chair e la celeberrima Louis Ghost. Quest’ultima è un capolavoro di progettazione che ha visto ben due anni di ricerca tecnologica e tentativi per ottenere un’iniezione di policarbonato in un unico stampo. Inoltre è tra le sedie più vendute al mondo e che si può ritrovare ovunque: negli showroom di Dolce&Gabbana, nell’hotel di Karl Lageferld, al ristorante Kong di Parigi dove hanno girato anche Sex & The City e in teatri e musei, ma non solo. Il motivo del suo successo? Secondo il designer francese è perché riporta alla memoria storica collettiva, infatti le sue forme prendono ispirazione dallo stile regale dell’epoca del re francese Luigi XV.

Nell’infinità di prodotti realizzati da Philippe Starck, ci soffermiamo su un’ultima sedia, anch’essa campionessa di vendite per Kartell, che ha disegnato insieme a Eugeni Quitllet nel 2010: la Masters. Nasce come omaggio a tre delle icone più celebri nel design delle sedute, ovvero un intreccio tra la Tulip Armchair di Eero Saarinen, la Eiffel Chair degli Eames e la Series 7 di Arne Jacobsen. Nonostante prenda ispirazione da questi prodotti così famosi, riesce ad ottenere un prodotto completamente nuovo e unico nel suo genere: quattro gambe sottili e una seduta ampia e comoda, ma con la particolarità nello schienale che è caratterizzato da linee sinuose ed eleganti.

Abbiamo riportato solo alcune delle realizzazioni più famose di Philippe Starck, ma non sarebbe bastato un articolo se avessimo voluto raccontarti proprio tutta la sua vita coronata di successi. Recentemente ha partecipato al progetto della prossima stazione spaziale internazionale in collaborazione con Axiom Space, che seguirà alla Nasa nello sviluppo del turismo spaziale, ma ha anche approfondito l’interesse per un nuovo concetto dopo il design e l’architettura democratici, ovvero l’ecologia democratica. Secondo Starck vivere in un mondo attento all’ecologia senza sprecare energia dovrebbe essere un’ovvietà, così come realizzare arredi con materiali riciclati e riciclabili, ridurre i processi di produzione e avvalersi dell’intelligenza artificiale. Noi non vediamo l’ora di vedere le sue prossime creazioni, e tu?

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