Decimo capitolo di una guida per architetti e designers che non vogliono perdere l'occasione di visitare le migliori architetture nel mondo.

Il Piemonte è indubbiamente famoso per i suoi vini, ma ci sono anche molte cantine che si sono impegnate in architettura, rinnovando i propri spazi interni ed esterni con un carattere tutto contemporaneo. Questo ArchiTravel vuole proprio presentarti un itinerario dedicato al vino e all'architettura nelle Langhe, un territorio del basso Piemonte, tra Cuneo e Asti, le cui colline offrono vigneti mozzafiato e architetture assolutamente instagrammabili!

Il nostro itinerario parte appena fuori Alba, dalle Aziende Vitivinicole Ceretto, rinnovate nel 2009 dagli architetti Marina e Luca Deabate. L'ingresso alla cantina avviene direttamente nella storica barricaia con volte di mattoni e luci calde, ma proprio lì accanto si trova l'ampliamento moderno e ultra-tecnologico con le nuove barricaie, le celle per l'invecchiamento del vino e altri spazi dedicati agli ospiti della cantina. Tutti questi locali si trovano sotto il giardino della cascina e culminano nel pezzo forte della ristrutturazione avveniristica: l'Acino. Si tratta di una capsula leggera per eventi e degustazioni, con una vista mozzafiato sulle colline di vigneti. Costruita in legno lamellare e una copertura trasparente è indubbiamente un “igloo” di alto impatto estetico e che permette una degustazione eccezionale.

Ci spostiamo ora vicino a La Morra per alcune tappe, di cui la prima è la Cappella delle Brunate, ovvero una cappella della famiglia Ceretto -sì, la stessa di prima!- che nel 1999 ha visto l'intervento di famosi artisti internazionali come David Tremlett e Sol LeWitt. Questo edificio venne costruito nel 1914 come riparo per i lavoratori dei vigneti circostanti per ripararsi in caso di maltempo e non fu mai consacrata, venne poi acquistata dai Ceretto nel 1970 e divenne un chiaro esempio di arte contemporanea in architettura, vedendo LeWitt occupato all'esterno con un gioco di colori brillanti e vivaci, mentre Tremlett si occupò delle decorazioni interne, più calde e serene.

Terre da Vino – Cantine in Barolo ci aspetta a meno di due chilometri dalla Cappella delle Brunate, con il suo enorme edificio contemporaneo progettato dall’architetto Gianni Arnaudo. Inaugurato nel 2001, è stato poi ampliato nel 2010 nonostante un lungo dibattito circa l’impatto volumetrico in una zona di grande pregio paesaggistico, ma la mano dell'architetto ha permesso di ottenere il via libera per la costruzione di altri 4600 mq di cantina, con il 30% di copertura dell'edificio in verde estensivo pensile. Sono poi riconoscibili le coperture curvate in rame che accompagnano il movimento e i colori del paesaggio delle Langhe, oltre all'uso esteso del vetro che permette un continuo legame tra interno ed esterno. Una passerella sopraelevata a 5 metri da terra connette i vari edifici e accompagna il visitatore durante le varie fasi di produzione, offrendo una visione diretta, ma senza disturbare il lavoro degli operatori. All’esterno della cantina, vi è un parco biologico che punta a recuperare le piante autoctone in via di estinzione. Tra i vari riconoscimenti ottenuti dalla Cantina Terre da Vino di Barolo, per il progetto architettonico, spiccano la segnalazione al Premio Internazionale d’Architettura Dedalo-Minosse nel giugno 2006 e l’esposizione alla 12esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2010.

Dalla parte opposta della strada, come già avrai visto visitando Terre da Vino, troviamo L''Astemia Pentita, di cui avevamo parlato in un post sulla nostra pagina Facebook. A volerla fortemente è stata Sandra Vezza che, da sempre astemia, ha deciso a un certo punto della vita di dedicarsi alla produzione vinicola, consacrandosi a perenne astemia pentita; il progetto architettonico ed estetico è invece del già nominato architetto Gianni Arnaudo. Un edificio particolare fin dall'esterno, costituito da due scatole in legno per il vino totalmente fuoriscala, al cui interno nasconde un forte animo pop e che ama i colori vivaci: murales, pezzi di design di Gufram e deliziose degustazioni. Come si può non innamorarsi di questo luogo?

Sempre in zona troviamo anche Cantina “La Brunella” di Castiglione Falletto, realizzata dall’architetto Giulio Boroli tra il 2005 e il 2006, vista la necessità di ampliare l'edificio originale del 1300. All’esterno la cantina nuova si distingue per un rivestimento in doghe di legno rovere massello derivanti da barriques usate che esaltano il forte legame con il territorio. All'interno non manca il legame con i vigneti circostanti grazie alla sala vetrata per le degustazioni, ma è sicuramente memorabile la scala in legno che richiama il packaging aziendale e che accompagna al piano interrato dedicato ai migliori cru del territorio.

Se ancora non sei stanchissimo/a, ci spostiamo più vicino a Barolo per visitare la Cascina Adelaide. Anche questa ha visto un ampliamento nel 2001, ma nel modo più rispettoso possibile del territorio: si è realizzato un edificio a 6 metri sotto il livello della cascina esistente, ricoprendolo poi di terreno erboso. Si vede quindi una fenditura tra le colline che non disturba la natura, ma che crea un unicuum speciale tra interno ed esterno. Lo studio di architettura Archicura ha inoltre studiato dettagliatamente anche la sala degustazione per i clienti con pareti vetrate sulle vigne e pavimenti trasparenti che svelano i segreti delle sale sottostanti, dove i vini dell'azienda invecchiano e vengono imbottigliati.

Ultima tappa è la Cantina Bricco Rocche, costruita nel 1982 sulla sommità del colle dalla famiglia Ceretto che necessitava di un edificio per la vinificazione delle uve provenienti dalle viti più pregiate. Il cubo in vetro, oggi simbolo indiscutibile di questa cantina, è un’aggiunta successiva progettata da Marina e Luca Deabate: inaugurato nel 2000 è stato realizzato in vetro senza intelaiatura con spigoli vivi per non disturbare la vista sul paesaggio e appoggiato storto, come una torre di Pisa delle vigne. Nel 2016 è stato ricostruito più snello, usando il vetro antiriflesso che dà l'impressione di osservare un miraggio fra i vigneti.

Essendo quasi tutte cantine, la tendenza a degustare potrebbe non essere appropriata per una giornata sola, quindi il nostro consiglio è di tenersi due giorni per seguire tutto l'itinerario con calma e...sobrietà!

Siamo già a dieci capitoli di questa rubrica dedicata ai viaggi di architettura! Ti sei perso/a i precedenti? Li trovi tutti qui: Ginevra, Vico Magistretti a Milano, Firenze, Toscana, Gio Ponti a Milano, Vicenza, Como, Studio BBPR a Milano e Barcellona.

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