Paralumi in micelio

Paralumi in micelio

Novità nei materiali utilizzati per gli arredi, pronto/a a scoprire altri utilizzi per quelli che tu conosci come funghi?

Il design ormai non si ferma davanti a nulla e cerca soluzioni sostenibili ai classici materiali utilizzati nell’arredamento. Si sono visti prodotti fatti di alghe, piante e scarti, da qualche anno però c’è una novità nel settore che funziona davvero bene grazie alla possibilità di avere praticamente zero materiale di scarto e al fatto che sia completamente biodegradabile: il micelio. Questo è il vero organismo fungino, costituito da un insieme di ife, ovvero ammassi filamentosi anche di notevoli dimensioni che vegetano sotto terra o in altri substrati. È da questo ammasso che nasce e si sviluppa quello che tutti noi chiamiamo “fungo”.

Già nel 2015, una start up americana, Ecovative, propose di utilizzare il micelio come alternativa sostenibile e atossica al polistirene espanso, arrivando quindi sul mercato con packaging sostenibili alternativi alla plastica tradizionale. Questi sono stati utilizzati da aziende del calibro di Dell e Puma, facendo conoscere sempre più questo materiale. Si tratta di imballaggi sostenibili dall’inizio alla fine, nel senso che, al termine del loro ciclo di vita, possono essere compostati direttamente dal consumatore per far crescere le proprie piante nel giardino di casa. “Mushroom Materials” è quindi la linea inaugurata dall’azienda americana che instancabilmente ha continuato a farsi notare e ha incoraggiato i designer a sperimentare il materiale nella produzione dei più differenti campi.

Tra questi designer ha indubbiamente fatto successo Danielle Trofe, con il suo studio a Brooklyn (New York). La biodesigner ha, infatti, creato la prima collezione commercializzata di lampade in micelio: “The Mushlume Lighting Collection”. Queste lampade abbandonano i classici materiali utilizzati nel settore fino a quel momento e i loro paralumi sono composti dalla materia organica del micelio combinata con i rifiuti agricoli, come gambi di mais e gusci di semi, nella realizzazione finale di un prodotto completamente naturale, sostenibile e biodegradabile. Esteticamente gradevoli e con tanti altri vantaggi, tra cui la fono-assorbenza, sono stati notati immediatamente e richiesti nei più diversi progetti di interior design. Un effetto scenico interessante è sicuramente quello del soffitto dell’1Hotel Brooklyn Bridge di New York, dove ben cento paralumi in micelio di differenti dimensioni creano come una nuvola beige.

Ti starai chiedendo: come vengono prodotti questi paralumi? Ebbene, i rifiuti di carta o agricoli vengono compressi all’interno di uno stampo sagomato prima che le spore di micelio vengano inserite in esso e lasciate crescere in condizioni controllate di temperatura e umidità. Dopo due settimane circa i rifiuti sono ormai consumati dal fungo, ottenendo il colore bianco-beige che contraddistingue questi prodotti. A questo punto si rimuove il materiale dallo stampo e viene lasciato asciugare e irrigidire.

Abbiamo parlato quindi di rifiuti agricoli utilizzati dalla Trofe, ma abbiamo accennato anche a rifiuti di carta pressati negli stampi. È, infatti, il caso di un altro designer, il londinese Nir Meiri in collaborazione con la start up Biohm, anch’essa con sede a Londra, che lavora per sviluppare soluzioni sostenibili di arredo. Lui utilizza il micelio per creare un paralume piatto che faccia da superficie riflettente della fonte di luce posizionata sotto di esso, ottenendo un bagliore morbido e naturale. Le lampade da tavolo di Meiri hanno una base metallica e si ispirano ai funghi anche nella forma.

Sono soli pochi anni che si vedono questi prodotti al Salone del Mobile di Milano e sul mercato, ma siamo fiduciosi che l’innovazione del settore porterà notizie sempre più positive per l’ambiente e per il design. Noi di Ndesign teniamo particolarmente all’argomento e speriamo di poter dare il nostro contributo, per ora anche solo diffondendo le novità.

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