ArchiTravel – Toscana

ArchiTravel – Toscana

Sesto capitolo di una guida per architetti e designers che non vogliono perdere l’occasione di visitare le migliori architetture nel mondo.

Ti starai chiedendo come mai questa volta non ci concentriamo su una sola città e le sue architetture, ma parliamo di un’intera regione. La verità è che in questo caso conviene organizzare un tour completo per godersi appieno tutte le bellezze architettoniche che questo territorio può offrirci.

Partendo dal Giardino dei Tarocchi (1980-1997), a Capalbio (GR) incontriamo subito un luogo divertente, fantasioso e quasi onirico. Si tratta di un parco di olivi e sculture ideato da Niki de Saint Phalle, ispirandosi a Parc Güell di Barcellona, e dedicato ai ventidue arcani maggiori dei tarocchi. Il padiglione di ingresso, progettato da Mario Botta, ha la funzione di separare il mondo reale da quello del sogno. Varcata la soglia, il visitatore si trova immerso in un mondo popolato da forme dilatate e dai colori intensi e vivacissimi che richiamano le tele dei maestri dell’espressionismo come Kandinskji e Picasso. Una tappa imperdibile, specialmente se si è accompagnati da bambini.

Risalendo la costa fino a Punta Ala, frazione di Castiglione della Pescaia (GR), e rimanendo sul lungomare troviamo il Complesso Residenziale (1962-1966) progettato da Ignazio Gardella, famoso architetto italiano. L’edificio abbraccia con la sua estensione gran parte del piccolo porto, dividendosi in due ali spezzate che si allungano verso l’entroterra. I volumi a tre livelli che compongono il complesso residenziale presentano un piano terra destinato a negozi, arretrato rispetto al corpo superiore aggettante che ospita, invece, gli alloggi a due piani. Questo arretramento del piano terra permette la creazione di una galleria coperta per lo shopping, permettendone la fruizione anche durante le ore più calde. Con le sue forme rigide e i colori chiari, questa composizione di volumi interconnessi rimanda indubbiamente alle architetture vernacolari mediterranee.

Rimanendo nella stessa località, poco lontano, troviamo il Supermercato “Il Gualdo” (1963-1967) progettato dagli architetti Ludovico Quaroni e Roberto Maestro. Disegnato come un corpo longitudinale di circa 150 metri, si sviluppa sue due livelli e si articola di due lunghi bracci con uno spazio centrale a cielo aperto. Qui si affacciano i ballatoi che servono gli esercizi commerciali dei piani superiori e vi si trovano le due scalinate di collegamento in cemento armato e metallo. Le pavimentazioni sono in cotto e pietra al piano terra, mentre al primo piano sono in gomma rigata e all’interno dei negozi di ceramica. Oltre all’essenzialità costruttiva e l’uso di materiali di un certo pregio, l’attenzione dei progettisti sembra essersi concentra sulla funzione sociale dell’edificio, ancora oggi in questo senso perfettamente funzionante ed estremamente vivo.

Questa tappa si trova sull’Isola D’Elba, quindi andrebbe raggiunta col traghetto e ti consigliamo di visitarla solo se è già previsto un itinerario qui! A Bagnaia (LI) visitiamo il Condominio Residenza Villa Sant’Anna (1974-1991) ad uso di residenze per vacanze. Il complesso è costituito da un insieme di villette raccolte in tre schiere parallele, che compongono un insediamento a gradoni disposto a seguire l’orografia del lotto. Si integra perfettamente nel contesto naturale grazie ad un’attenta progettazione del paesaggio e un utilizzo esteso della vegetazione, anche sulle facciate e sui tetti degli edifici. La distribuzione interna richiama quella dei villaggi mediterranei, con vicoli, rampe e slarghi su cui affacciano gli ingressi delle unità residenziali. Sotto al complesso, interamente pedonale, corre una strada carrabile che porta al parcheggio, connesso direttamente con gli spazi comuni.

Tornando sulla penisola, nel Golfo di Baratti a qualche chilometro da Piombino (LI), possiamo visitare le splendide visioni disegnate da Vittorio Giorgini: Casa Saldarini (1962) e Casa Esagono (1957). Quest’ultima è interessante proprio per essere uno dei primi esempi di struttura modulare geometrica. Inoltre è sollevata da terra con piloni di legno che la isolano dal punto di vista termico in modo da combattere l’umidità presente essendo fronte mare. Casa Saldarini, nota anche come “Il Dinosauro” o “La Balena”, è considerata anticipatrice dell’architettura blob grazie alle sue superfici sinuose. Costruita in membrana elastica di rete e cemento, fece dubitare della sua solidità, ma superò i test di collaudo senza problemi. Nonostante la modernità dell’intervento, l’architetto e le sue opere vennero ignorati dalla critica del tempo.

Risalendo leggermente la regione, incontriamo Suvereto (LI) dove Mario Botta ha progettato la famosa Cantina Petra (2001-2003). L’architetto svizzero ha concepito una struttura avveniristica con un corpo cilindrico centrale alto 25 metri e due ali porticate. All’interno vi si trovano le attività di ingresso e di vinificazione, sulla sua sommità si raccolgono i grappoli che finiscono per morbida caduta nelle vasche di macerazione e fermentazione. Uno degli elementi caratterizzanti del progetto è sicuramente la scalinata centrale che, oltre a dar luce agli ambienti interni, spalanca la vista sui disegni delle vigne circostanti. Un meraviglioso panorama!

A Colle Val D’Elsa, poco lontano da Siena, sarà immediatamente riconoscibile la Banca Monte dei Paschi di Siena (1973-1983) progettata da Giovanni Michelucci e Bruno Sacchi. Con il chiaro concept di creare un’architettura aperta, visitabile e legata alla realtà urbana, gli architetti hanno creato un’alternanza tra la solida compattezza della muratura e la permeabilità degli spazi vuoti che sono risultato della maglia regolare del grande telaio in acciaio smaltato e i volumi sospesi. I numerosi spazi come la piazza coperta, le scale, le passerelle e le terrazze belvedere conferiscono alla struttura un senso di luogo aperto in cui chiunque può muoversi o sostare, concretizzando la concezione di banca come luogo di incontro e scambio.

Sulla via per Firenze, ci fermiamo a Bargino (FI) per un’ottima degustazione di vino e di architettura alla Cantina Antinori nel Chianti Classico (2012). Grazie al progetto ibrido di Archea Associati, possiamo ammirare come architettura e paesaggio possano coesistere in perfetta simbiosi: quasi invisibile nel panorama, l’edificio si rivela attraverso due tagli nella terra orizzontali che diventano anche terrazzamenti tipici del paesaggio vitivinicolo. Gli spazi interni, con l’uso della terracotta, richiama una cattedrale del vino, un luogo carico di atmosfera e meraviglia che ci lascia stupefatti. Vi si trova una serie di gallerie voltate che custodiscono le botti e su cui si affacciano, come palchi teatrali, le sale degustazione: volumi in cristallo e corten da cui ammirare il lavoro di operai ed enologi.

Con un fuoripista che ci allontana da Firenze, andiamo a Pontedera (PI) per visitare l’Edificio Cooper 2000 (1994-1996), complesso residenziale progettato da Massimo Carmassi e Gabriella Ioli Carmassi. Un intervento che qualifica indubbiamente il paesaggio urbano con il suo ritmo serrato di aperture e pilastri a tutta altezza, ma che nasconde un lungo studio sugli spazi interni e sulla qualità del vivere. Ad ognuno dei 48 appartamenti presenti viene dedicato un terrazzo dalle dimensioni non indifferenti per vivere la propria privacy, senza deturpare l’immagine esterna forte e semplice del complesso.

Riprendendo il nostro itinerario di risalita della Toscana, andiamo a Montecatini Terme (PT) dove è stato attuato un recupero molto importante dell’area Kursaal (2002-2007), praticamente fatiscente, sulla base di un progetto del 1995 del grande Aldo Rossi. L’intervento a prevalente destinazione residenziale è caratterizzato da due grandi corti quadrate perimetrate da edifici di quattro piani fuori terra. I portici a piano terra e le torri centrali che scandiscono gli spazi costituiscono un chiaro riferimento all’architettura pisana con fasce alterne di marmo di Bardiglio e marmo di Carrara chiaro.

Di nuovo alle porte di Firenze, appena fuori dall’autostrada, troviamo la Chiesa di San Giovanni Battista (1964) chiamata più semplicemente “Chiesa dell’Autostrada, di Giovanni Michelucci. La chiesa venne costruita per ricordare i numerosi caduti sul lavoro causati dalla costruzione dell’Autostrada del Sole, scegliendo simbolicamente un luogo posto esattamente a metà strada tra Milano e Roma. La copertura, dinamica e visivamente leggera, ha una sezione iperbolica, con apice in corrispondenza dell’altare maggiore, sul cui dorso si articola un percorso ascensionale verso la croce. Fu il primo esperimento totalmente innovativo di una volta rovesciata in cemento armato.

Poco distante, nel centro di Prato, andiamo a visitare una navicella spaziale dorata: il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (1978-1989). In assoluto la prima struttura italiana ad ospitare opere d’arte contemporanea, fu concepita da Italo Gamberini come un luogo dinamico dove poter godere delle opere ed attuare al contempo ricerca artistica. Nel 2016 venne ampliato da Maurice Nio con una caratteristica e futuristica ala color oro che abbraccia e raddoppia la struttura di Gamberini.

Sempre a Prato, non perdiamoci la Biblioteca Lazzerini che ha visto il restauro dell’antico opificio tessile di origine ottocentesca da parte dell’architetto Marco Mattei nel 2009 e che conserva ancora l’alta ciminiera e una gigantesca caldaia a vapore.

Non molto fuori dalla città di Pistoia, andiamo a visitare la Fattoria di Celle, ovvero un museo a cielo aperto che ospita la Collezione Gori, una raccolta di circa 80 opere ambientali. Tra queste spicca La Cabane éclatée aux 4 salles di Daniel Buren, un parallelepipedo esploso verso il cielo completamente rivestito da specchi. La Collezione Gori si identifica a Celle come un laboratorio interdisciplinare che continua senza sosta un’attività creativa dove vi prendono parte artisti provenienti dai diversi continenti.

Ultima tappa è il Cimitero Militare Germanico della Futa (1969) nel comune di Fiorenzuola, sulla dorsale appenninica tosco-romagnola. La strada che costeggia il cimitero segue l’andamento delle vallate e dei crinali fino all’ingresso del cimitero, il quale è sormontato da un maestoso muro di circa due chilometri che trova il suo punto principale in un poggio triangolare di pietra grigia da cui si ha la vista sui terrazzamenti a gradonate dei sepolcri, immersi tra la vegetazione circostante caratteristica dei paesaggi di alta quota.

Come altri tour di Ndesign, questo ti consigliamo di seguirlo per varie giornate, magari durante una bella vacanza alla scoperta della regione. Come avrai notato, Firenze è stata saltata per ora, ma non temere! Arriverà un articolo dedicato alla capitale del Rinascimento molto presto.

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